UN'ANALISI DEL VOTO AL BALLOTTAGGIO NELLE GRANDI CITTA'
Domenica diciannove giugno si tengono i ballottaggi per scegliere i primi cittadini dei Comuni con popolazione superiore ai quindicimila abitanti; tra questi, i più importanti sono: Bologna, Milano, Napoli, Roma, e Torino.
A spoglio effettuato, il risultato non presenta grosse sorprese: il primo partito si conferma, alla grande, l’astensione – alla chiusura dei seggi ha votato il 50,52 per cento degli aventi diritto – mentre l’altro dato politico è l’indubbio arretramento dei partiti di Governo.
E’ pur vero che il Partito (sedicente) Democratico si aggiudica due delle cinque sfide citate – Milano e Bologna – ma si tratta piuttosto di non sconfitte, visto il risicato distacco inflitto all’avversario; inoltre, non sembra da sottovalutare il fatto che, in questi due casi, a contrastare il candidato della destra moderata fosse un rappresentante di quella radicale.
A Roma e a Torino i tirapiedi del Bischero Fiorentino, messi di fronte a due giovani militanti del Movimento 5 Stelle – Virginia Raggi e Chiara Appendino – hanno subito una sconfitta di notevoli proporzioni.
Analizzando le impietose percentuali accordate agli sconfitti, sembrerebbe che il risultato peggiore sia stato ottenuto dal romano Roberto Giachetti, ma non è così; bastava guardare le immagini televisive di quando era in procinto di uscire dal suo comitato elettorale, trattenendo a stento le lacrime, per capire che questa scomoda posizione era stata appannaggio dello Smilzo.
Evidentemente egli si aspettava che i socialdemocratici – che al primo turno avevano optato per la candidatura di Giorgio Airaudo – gli avrebbero regalato i voti allo spareggio; non è stato così, e questo atteggiamento è stato, in massima parte, dovuto al suo completo disprezzo verso qualunque formazione si presentasse come ‘sinistra’: questa volta il ricatto del voto utile non ha funzionato, e lo Smilzo ha pagato cara la sua arroganza.
Terza e diversa tipologia di ballottaggio si è vista a Napoli: qui i sedicenti democratici erano fuori gioco, ed una parte di loro ha dato indicazione di votare per il candidato forzitaliota, Gianni Lettieri: l’intento – per fortuna non riuscito – era quello di sconfiggere il candidato di ‘sinistra’, Luigi De Magistris, ed instaurare anche lì l’inciucio permanente che passa sotto il nome di Partito della Nazione.
Bosio (Al), 23 giugno 2016
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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